Illustrazione miniata e committenza libraria nel Medioevo

09 Marzo 2018

L’arte di decorare i manoscritti, la miniatura, è una delle più raffinate forme di illustrazione libraria del mondo antico e medievale. Le immagini dipinte negli antichi codici rivestivano, agli occhi dei contemporanei, la stessa valenza del testo scritto, in quanto capaci di veicolare messaggi liturgici, simbolici, morali.
Testi per la chiesa o per la committenza privata condividevano lo stesso carattere di raffinatezza, eleganza, gusto e ricchezza, conferita dalla ricercatezza del disegno nonché dall’uso di colori e materiali pregiati, come la foglia d’oro.
L’evoluzione pittorica e stilistica di queste immagini scorre parallela a quella della pittura monumentale, restituendoci nomi di miniatori, scriptoria e committenti. Il codice miniato rappresenta lo specchio di una cultura eterogenea, il suo studio approfondito permette di conoscere un mondo in cui storia, cultura e arte si intrecciano. Attorno a questi temi ruotano alcune pubblicazioni che Il Poligrafo ha accolto nella collana “Biblioteca di Arte”. I contributi del volume Il codice miniato in Europa. Libri per la chiesa, per la città, per la corte, a cura di Giordana Mariani Canova e Alessandra Perriccioli Saggese, con un approccio interdisciplinare portano all’evidenza come il libro, nelle committenze e nelle destinazioni d’uso – per la chiesa, per la città, per la corte – e attraverso il linguaggio dell’artista miniatore, si faccia testimone di una società e di una cultura espressione delle diverse epoche e aree geografiche.

Il libro miniato e il suo committente. Per la ricostruzione delle biblioteche ecclesiastiche del Medioevo italiano (secc. XI-XIV), a cura di Teresa D’Urso, Alessandra Perriccioli Saggese e Giuseppa Z. Zanichelli, presenta un percorso tra gli scriptoria monastici e capitolari e le botteghe miniatorie in Italia tra XI e XIV secolo, soffermandosi in particolare sulle scelte artistiche e iconografiche, sulle modalità di produzione e sui contesti di destinazione dei manoscritti, puntando a far emergere il ruolo cruciale ricoperto dagli ordini religiosi e dai grandi ecclesiastici.

L’arte della miniatura è protagonista, tra le altre, anche nel volume di Laura Pasquini Diavoli e inferni nel Medioevo. Origine e sviluppo delle immagini dal VI al XV secolo, che delinea la formazione e lo sviluppo delle raffigurazioni dell’aldilà,  partendo dalle prime iconografie del “bestiario del  Maligno” fino all’immaginario dell’Inferno dantesco. Chiara Ponchia, in Frammenti dell’Aldilà. Miniature trecentesche della Divina Commedia, tratteggia un quadro approfondito di come il capolavoro dantesco fu recepito e raffigurato all’epoca della sua prima diffusione, osservando stile, rapporto con il testo, fonti di un apparato iconografico che si fa esegesi e spesso giunge ad assumere connotazioni filologiche.

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