Il progetto dell’archè

Nel mondo dell’intelligenza artificiale e della realtà virtuale, in generale dei dispositivi tecnologici che operano attraverso una prevalenza della contemporaneità quale unica dimensione esistenziale oltre che fenomenologica di orientamento delle scelte, pensare al progetto come esperienza che produce nuova origine attraverso la consapevolezza dell’origine, e quindi di un voler essere sempre storicamente compreso, può essere un modo alternativo e realmente avanzato di considerare la trasformazione della realtà secondo un umanismo futuribile, poiché ancora capace di esprimere se stesso. Architetti, archeologi, storici, artisti e altre figure impegnate sul piano del progetto interpretativo, anziché del disvelamento di realtà nascoste o della trasformazione fisica e formale di un contesto, possono mettere a confronto, attraverso questa collana, esperienze anche assai differenti ma accomunate nel proprio operare dalla necessità ontologica dell’origine, prima di ogni autonoma epistemologia.

direzione: Carlo Quintelli
comitato scientifico: Roberta Amirante (Università degli Studi di Napoli “Federico II”), Federico Bucci (Politecnico di Milano), Paolo Carafa (Sapienza Università di Roma), Orazio Carpenzano (Sapienza Università di Roma), Armando Dal Fabbro (Università Iuav di Venezia), Luigi Franciosini (Università degli Studi Roma Tre), Franco Guerzoni (artista, Modena), Vincenzo Latina (Università degli Studi di Catania), Gino Malacarne (Università degli Studi di Bologna), Carlo Moccia (Politecnico di Bari), Raffaella Neri (Politecnico di Milano), Carlo Quintelli (Università di Parma), Maurizio Sabini (Drury University), Carlo Tosco (Politecnico di Torino), Andrew Wallace-Hadrill (University of Cambridge)

 

La collana, editata in italiano-inglese per favorirne la diffusione a livello internazionale, adotta una procedura di revisione double blind peer review che avviene nel rispetto dell’anonimato sia dell’autore, sia dei due revisori che il direttore sceglie da un elenco deliberato dal Comitato scientifico (uno dei due può far parte del comitato stesso).
I revisori rivestono o devono aver rivestito la qualifica di professore universitario di prima fascia nelle università italiane o una qualifica equivalente nelle università straniere.
Ciascun revisore formulerà una delle seguenti valutazioni:
a) pubblicabile senza modifiche;
b) pubblicabile previo apporto di modifiche;
c) da rivedere in maniera sostanziale;
d) da rigettare;
tenendo conto della: a) significatività del tema e originalità dell’opera; b) rilevanza scientifica nel panorama nazionale e internazionale; c) significatività critica e rigore metodologico; d) qualità e significatività dell’apparato delle immagini; e) proprietà di linguaggio e fluidità del testo.
Nel caso di giudizio discordante fra i due revisori, la decisione finale sarà assunta dal direttore, salvo casi particolari in cui il direttore provveda a nominare tempestivamente un terzo revisore a cui rimettere la valutazione dell’elaborato. Le schede di valutazione verranno conservate.
Sono escluse dalla valutazione gli atti di convegno, le opere dei membri del Comitato e le opere collettive di provenienza accademica.
Il direttore, in accordo con il Comitato scientifico, può decidere di non assoggettare a revisione scritti pubblicati su invito o comunque di autori di particolare prestigio.
 

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