Diavoli e inferni nel Medioevo

Origine e sviluppo delle immagini dal VI al XV secolo

introduzione di Gian Mario Anselmi

A quando risalgono le prime rappresentazioni del Diavolo e dell’Inferno? E come si sono evolute dalle più antiche manifestazioni meramente allusive del VI secolo sino agli esiti più maturi, per quanto a volte ripetitivi e un po' naïf, che condussero alle innovative intuizioni del Rinascimento?
Attraverso l’originale analisi di un vasto apparato illustrativo, Laura Pasquini delinea la formazione e lo sviluppo delle raffigurazioni dell’aldilà, a partire dalle prime iconografie di quello che si può definire il “bestiario del Maligno”, mediante la messa in scena di parabole particolarmente significative e dedicando ampio spazio alle rappresentazioni delle tentazioni di Cristo e alle prime immagini di esorcismi. Il percorso prosegue indagando le rappresentazioni del secolo XI, in cui, con l’incremento della lotta alle eresie, il demonio e il suo regno intensificheranno le loro comparse in sistemi iconografici già noti e in soluzioni figurative fino ad allora inusitate. Ciò consente all’autrice di analizzarne le fattezze e di definirne le raffigurazioni che nel corso dei secoli XII e XIII si organizzano in composizioni complesse e articolate, nelle quali l’Inferno e il suo principe acquisiscono un rilievo sempre più imponente. È l’Inferno dantesco, di cui sono analizzate le possibili fonti ispiratrici di matrice iconografica e letteraria, a costituire lo snodo cruciale che, a partire dal terzo decennio del secolo XIV, favorisce la formazione di alcuni peculiari moduli espressivi, adottati da quel momento in poi per illustrare l’immagine del demonio e di un Inferno rigidamente suddiviso in base alla classificazione dei peccati.

Laura Pasquini, storica dell’arte dell’Università di Bologna, ha affrontato in varie pubblicazioni temi attinenti all’archeologia cristiana, in parte confluiti nel suo primo volume sulla Decorazione a stucco in Italia fra Tardo Antico e Alto Medioevo (2002). Si è quindi orientata verso tematiche di iconografia medievale, in prospettiva iconologica, con particolare riguardo all’immagine musiva, ovvero al pavimento medievale dei secoli XI e XII inteso come veicolo di motivi simbolici. Recenti lavori sono dedicati all’iconografia dantesca e alla rappresentazione figurata della città di Bologna. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Iconografie dantesche (2008); Otranto, il mosaico, il viaggio di Seth (coautori M. Fasano e G. Barba, prefazione di F. Cardini, 2009); Bologna delle Torri. Uomini, pietre e artisti dal medioevo a Giorgio Morandi (coautrice A.L. Trombetti, 2013).

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