Donne madonne dee

Abito sacro e riti di vestizione, gioiello votivo, “vestitrici”: un itinerario antropologico
in area lagunare veneta

Nell’ambito dell’iconografia sacra veneziana e della devozione popolare ad essa legata, il rituale della vestizione e decorazione dei simulacri mariani rappresenta un aspetto del tutto particolare. La pratica delle Madonne “da vestire” trova le proprie origini nel Medioevo, si afferma nel Seicento per arrivare ai giorni nostri. Dunque un fenomeno (veneziano) che attraversa i secoli e li attraversa al femminile: il rito della vestizione del simulacro occupa, infatti, uno spazio riservato alle donne, di tutte le classi sociali, unite in questa pratica decorativa da un’identica devozione per la Madonna. Riservatezza e tabù hanno così contribuito a creare una sorta di confine invalicabile intorno al luogo delle vestizioni.
È a questo rituale che il volume è dedicato, soprattutto attraverso un’analisi in chiave antropologica: sono a tema i significati simbolici dell’abito, della vestizione, del dono, e, con un approfondimento particolare, del gioiello votivo delle Madonne. Le analisi qui presentate disegnano una vasta panoramica socio-religiosa, socio-artistica e antropologica di questo particolare rituale rimasto vivo nel corso dei secoli.
Oltre che dare la parola alle “vestitrici”, riportando significative testimonianze, il volume è corredato da un ricco apparato iconografico che documenta i simulacri studiati e illustra con materiale inedito le varie fasi della vestizione, gli indumenti “sacri” e i gioielli usati per onorare le Madonne.

Elisabetta Silvestrini, nata a Roma, lavora dal 1971 come demoantropologa, effettuando ricerche in area italiana relativamente alla cultura materiale, all’antropologia dell’abbigliamento e alla cultura della piazza. Dal 1980 lavora presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma. Fa parte del Comitato di direzione della rivista «La Ricerca Folklorica» ed è membro dell’Associazione Italiana Scienze Etnoantropologiche (AISEA). Tra le sue principali pubblicazioni, come autrice curatrice: Ceramica popolare del Lazio, Roma 1982; L’abito popolare in Italia, in G. Sanga (a cura di), L’abbigliamento popolare italiano, «La Ricerca Folklorica», 14, 1986; La cultura della bambola (insieme ad E. Simeoni), «La Ricerca Folklorica», 16, 1987; La Piazza Universale, Roma-Milano 1987; Artisti, icone, simulacri, «La Ricerca Folklorica», 24, 1991; Gualani e lavandaie, Roma 1995; Culti, leggende, vestizioni, in C. Basta - E. Silvestrini, Il Bambino Gesù, Brescia 1996; Fare antropologia storica. Le fonti, Roma 1999; Gente del viaggio, Bologna 2000.

Gian Paolo Gri insegna Antropologia culturale presso l’Università di Udine; ricerca, sul campo e in archivio, i saperi, le pratiche e le strutture simboliche legate ai gesti e agli oggetti del lavoro tradizionale. Ha dedicato particolare attenzione ai temi dell’abbigliamento e dell’ornamentazione nella cultura popolare. Tra le sue recenti pubblicazioni: La collezione Perusini. Ori, gioielli e amuleti tradizionali, 1988; Ori e rituali, 1992; Tessere tela, tessere simboli, 2000.

Riccarda Pagnozzato nasce a Venezia, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti con Bruno Saetti e dove vive e lavora. Durante un lungo soggiorno in Puglia chiarifica la sua pittura liberandola dagli schemi accademici. Nel 1962 si trasferisce definitivamente a Venezia. Qui frequenta la galleria “Il Torchio” di Galileo Borin e perfeziona le tecniche dell’incisione entrando poi a far parte dell’Associazione Incisori Veneti. Negli anni Settanta, scanditi pittoricamente e graficamente dalla storia socio-politica, amplia gli spazi narrativi. Nel 1976 intraprende lo studio dell’immagine fotografica, utilizzata come indagine sul campo nel mondo femminile in chiave magico-religiosa, con esiti pittorici di una diversa interpretazione della luminescenza cromatica. Dal 1986 il suo interesse è rivolto ai volumi, soprattutto alle cavità degli stessi, e alla realizzazione delle sculture in cartapesta del corpo femminile inteso come “corpo assente”. La stessa tematica troverà ulteriore sviluppo nei video d’artista. Sue opere figurano in musei italiani e stranieri. Intensa la partecipazione a mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Ha pubblicato: Madonne della Laguna. Simulacri ‘da vestire’ dei secoli XIV-XIX (Roma 1993); Vestire simulacri (Mirano 2001).

 

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