Fondare e ri-fondare

Parma, Reggio e Modena lungo la via Emilia romana

Founding and Refounding Parma, Reggio and Modena along the Roman Via Aemilia

Qual è il senso oggi di un interrogarsi sull’origine della città, intesa quale luogo comunitario in cui si vive e a cui si appartiene, soprattutto al cui futuro ciascuno presta un personale contributo? La fondazione di una città, non importa se attraverso un unico atto o una combinazione di fattori tra loro più o meno contemporanei, sicuramente ci parla dei termini di necessità dell’epifania urbana, stabilendo così le forme prime dell’essere di una città. Allo stesso tempo però l’atto fondativo non può dirsi concluso e anzi continuamente rivive rigenerandosi in quel processo di trasformazione che interpreta i successivi stati di necessità della città attraverso i secoli. Da qui il tema di un’origine che si fa strumento di caratterizzazione del divenire della città, dove al dato fondativo segue la (dis)continuità storica di quello ri-fondativo. La risposta non può quindi essere risolta solo sul piano conoscitivo dell’archeologia, cioè della scoperta dell’origine nella profondità di un evo antico a cui appartiene gran parte della città italiana per non dire europea. Per cogliere ma soprattutto misurare il senso perdurante dell’origine bisognerà allora avvalersi di una fenomenologia storica di ri-fondazione della città, anche attraverso saperi eterogenei ma accomunati dal proprio interesse nella costruzione dell’identità urbana. A 2200 anni dalla fondazione, Parma nonché Reggio Emilia e Modena, ma in generale tutto il sistema delle città romane lungo l’asse poleogenetico della via Emilia, offrono un campo limitato ma molto significativo per l’applicazione di questa eterodossa lettura sul significato e l’uso, tra conoscenza e progetto, dell’origine urbana.

Alessia Morigi (1969), dopo la laurea in Lettere Classiche a indirizzo archeologico, la Specializzazione e il Dottorato di ricerca in Archeologia presso l’Università di Bologna, l’attività di ricerca e insegnamento presso la Seconda Università di Napoli e l’Università di Parma, dal 2014 è professore associato di Archeologia classica presso l’Università di Parma. Coordina il Programma S.F.E.R.A. Spazi e Forme dell’Emilia Romagna Antica, nell’ambito del quale dirige la missione archeologica dell’Università di Parma presso la villa di Teoderico (Galeata, FC) e i progetti Regium Lepidi e Inter Amnes. Archeologia tra Enza, Parma e Baganza. È responsabile scientifico delle convenzioni quadro tra l’Ateneo di Parma e rispettivamente Istituto Cervi - Biblioteca Archivio Emilio Sereni e Comune di Galeata per attività di ricerca, didattica e terza missione. È stata delegata del Rettore e ha coordinato per l’Ateneo di Parma la componente archeologica delle celebrazioni per Parma 2200 e l’esposizione archeologica nell’area del ponte romano di Parma. È Presidente della Società di Studi Romagnoli che cura la rivista «Studi romagnoli» e le collane “Quaderni degli Studi romagnoli” e “Saggi e repertori”. Partecipa al Comitato editoriale della rivista «Paideia» e della collana “Byrsa. Scritti sull’antico Oriente mediterraneo”. Vincitrice del Premio Antonio Veggiani, è autrice di monografie e saggi pubblicati in sedi nazionali e internazionali, per lo più rivolti alle dinamiche insediative della città e del territorio nel mondo romano.

Carlo Quintelli (1958), dopo la formazione al Politecnico di Milano, il dottorato allo IUAV, l’attività di ricerca ed insegnamento al Politecnico di Torino, è dal 2001 professore ordinario di Composizione architettonica e urbana presso l’Università di Parma, della cui Facoltà di Architettura è stato tra i promotori, con Guido Canella, nel 1998. Direttore del Festival dell’Architettura dal 2003 al 2011, si applica alla ricerca architettonica sui temi della rigenerazione urbana, del sistema policentrico della via Emilia (Cittaemilia), dell’insediamento e dell’architettura universitaria. Responsabile scientifico di IP Erasmus, autore di numerosi saggi e progetti di architettura realizzata, dal 2013 al 2017, attraverso il ruolo di pro-rettore all’edilizia e all’insediamento urbano dell’Università di Parma, cura il progetto di rilancio dell’Abbazia di Valserena, sede dello CSAC, e lo sviluppo del sistema insediativo universitario “Mastercampus”.

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