Il diletto dell’immagine

Volti, storie, paesaggi nelle stampe della collezione Carlo Bocchi

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Il catalogo delle stampe della collezione Carlo Bocchi di Adria presenta un itinerario articolato nella storia dell’incisione, ripercorrendo alcune delle sue tappe principali dal Rinascimento in avanti e ospitando i fogli di artisti europei di varie nazionalità: italiani, francesi, tedeschi, inglesi, fiamminghi. Un’eredità culturale preziosa, in cui è riassunta la passione collezionistica di Carlo Bocchi (1752-1838), uomo politico e filantropo, protagonista della vita pubblica della città di Adria nel periodo convulso compreso tra la caduta della Serenissima e le dominazioni francese e austriaca, ma anche personalità erudita, animata da una curiosità multiforme per le arti, ampiamente testimoniata dalle sue raccolte. Inquadrata nel contesto di un’epoca di cambiamenti e di influssi che ancora risentono dello spirito enciclopedico settecentesco, la collezione di Carlo Bocchi illustrata in queste pagine non solo rappresenta l’esito di una passione intima per opere e oggetti d’arte, ma è anche il riflesso di un orientamento di studio più precisamente finalizzato alla riscoperta e alla valorizzazione della produzione incisoria. Una collezione che, pur nella sua eterogeneità, dimostra un gusto particolare per gli artisti che hanno segnato la storia dell’incisione lungo i secoli: da un maestro come Albrecht Dürer ai celebri bulini dei Sadeler, famiglia di incisori del XVI secolo, dai secenteschi Salvator Rosa e Jacques Callot ai protagonisti del secolo dei Lumi, Jackson, Leonardis e Bartolozzi. In questa ricca galleria di disegni e immagini, uno spazio significativo è infine riservato all’incisione “di traduzione” che riprende le opere di grandi della pittura come Raffaello, Michelangelo e Tiziano.

Barbara Ceccato è iscritta alla Scuola di dottorato in Storia e Critica dei beni artistici, musicali e dello spettacolo presso l’Università degli Studi di Padova. Le sue ricerche si rivolgono principalmente alla storia dell’incisione, in particolare all’influenza delle stampe tedesche sulla rinascenza veneta tra XV e XVI secolo. Si occupa anche di incisione del XVIII secolo: ha contributo con alcune schede al catalogo Tiepolo, Piazzetta, Novelli. L’incanto del libro illustrato del Settecento veneto (Antiga Edizioni, 2012) e ha redatto gli apparati del volume Bernardo Bellotto, il Canaletto delle corti europee (Marsilio, 2011).

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