indistinti confini

«Il lavoro documentato nelle pagine di questo libro può contribuire a una diversa conoscenza e a una specifica interpretazione del ruolo che due concetti – la morfologia e la topologia – possono svolgere nel procedimento progettuale.
La presunzione non è certamente quella di costruire un capitolo di una “teoria dell’architettura” e men che meno di fornire un itinerario didattico nel quale queste due categorie, la morfologia e la topologia, costituiscano le basi di un metodo ad uso e consumo dello studente-architetto. Si tratta piuttosto di appunti estratti da una sorta di giornale di bordo, o meglio di un registro di cantiere, che riportano all’esperienza di un viaggio.
Le opere che vengono qui pubblicate hanno in comune un aspetto: l’accentuazione, tra le diverse e tante proprietà intrinseche al fenomeno architettonico, delle proprietà spaziali che il luogo assume attraverso il progetto. Un vuoto residuale usato come mercato settimanale di paese, un parcheggio abbandonato, una boscaglia, l’atrio di un palazzo barocco, un’aula ricavata in un vecchio cotonificio, uno schema abitativo decontestualizzato assumono, ciascuno, una nuova identità mediante una rifondazione della natura dei confini interni ed esterni dello spazio aperto, del ritmo interno e del suo valore simbolico nella narrazione spaziale, dei dispositivi geometrici e ancora simbolici della casa dell’uomo. Si può dedurre che attraverso la morfologia – che non è solo conoscenza delle forme, ma uso delle relazioni che danno vita alle diverse forme – e la topologia – che è la scoperta delle anomalie possibili tra gli oggetti nello spazio – il linguaggio dell’architettura sia capace di trasformare “i non-luoghi” in “luoghi”, e che questo sia l’aspetto principale del mestiere dell’architetto» (dalla Presentazione di Luciano Semerani).

Antonella Gallo è professore associato in Composizione architettonica e urbana e direttore del Corso di Laurea Magistrale in Architettura del Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia. Membro del Collegio Docenti della Scuola di Dottorato dello Iuav dal 2006. Responsabile scientifico Miur della ricerca “Tecniche di progettazione degli insediamenti residenziali” e coordinatrice, dal 2009 al 2012, dell’unità di ricerca Iuav “Tecniche innovative di progettazione e costruzione dell’housing”. All’attività didattica e di ricerca affianca la pratica progettuale, svolta singolarmente o in forma associata. Ha partecipato a molti concorsi di architettura e ha ottenuto i seguenti premi: concorso per la Riqualificazione di Piazza Mercato, Villanova (PD), 1997 (primo premio); concorso “I.A.C.P. Trieste Recupero Aree Caserma Montebello”, Trieste 1997 (terzo premio); concorso Feltria Urbs, Feltre (BL), 2002 (primo premio); concorso per un Nuovo Parco Urbano area Piazzale Boschetti a Padova, 2015 (secondo premio). Ha tenuto lezioni in università italiane e straniere (Milano, Roma, Parma, Ascoli, Venezia, Amburgo, San Paolo del Brasile). è autore di saggi su figure poco note dell’architettura del XX secolo, di due volumi sull’opera di Lina Bo Bardi e co-autore delle due mostre internazionali “Lina Bo Bardi Architetto” (IX Biennale di Architettura, Venezia 2004) e “Lina Bo Bardi Arquiteto” (MASP, San Paolo 2006).

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