Infrastrutture culturali

Percorsi di terra e d’acqua tra paesaggi
e archeologie del Polesine

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Le infrastrutture possono dare accesso alle stratificazioni culturali di un territorio, se interpretate come parti di una struttura identitaria che compone i paesaggi attraversati mettendone in relazione i luoghi più significativi.
Itinerari sorretti da reti di percorsi antichi, intrecciati a quelli esistenti e in progetto, correlati alla necessità di riqualificare diverse archeologie, riportano sul Polesine l’attenzione di una ricerca dell’Università Iuav di Venezia. In un territorio, come quello della provincia di Rovigo, innervato da corsi d’acqua e da vie navigabili, che hanno fortemente connotato la sua storia, nuove infrastrutture potrebbero intercettare e riformulare il ruolo di un patrimonio culturale ampio e vario, nell’ambito di adeguate strategie di ri-significazione e valorizzazione dei luoghi e dei paesaggi.
Sono qui raccolti i saggi relativi alla ricerca (S. Grispan, A. Petrecca, M. Vanore, F. Zannovello), alcuni interventi sul rapporto tra infrastrutture, realtà archeologica del Veneto e paesaggi della post-produzione polesana (C. Costantini, P. Genovesi e G. Masiero, L. Mosca, L. Murmora, S. Tuzzato), i contributi dei partecipanti a una tavola rotonda (tra cui A. Ferlenga, C. Magnani, F. Mancuso) tenutasi nel marzo 2010 all’Università Iuav in occasione del convegno “Infrastrutture culturali. Paesaggi e archeologie del Polesine”.

Margherita Vanore, professore associato in Composizione architettonica e urbana presso l’Università Iuav di Venezia, insegna Progettazione nel Corso di laurea in Scienze dell’architettura e nella Magistrale in Architettura per il paesaggio ed è referente dell’Unità di ricerca “Architettura e Archeologie dei Paesaggi della Produzione”. Curatrice di varie mostre, convegni e seminari, tra cui nel 2009 il convegno internazionale “Luoghi dell’archeologia e usi contemporanei”, è project coordinator di un workshop internazionale dell’Erasmus Intensive Programme, giunto nel 2010 alla sua seconda edizione. Le sue diverse attività scientifiche e didattiche sono riconducibili alle tematiche del progetto architettonico e urbano in relazione alla stratificazione dei luoghi, agli spazi intermedi e residuali generati dalle infrastrutture, alle “forme tecniche” e ai processi di produzione che conformano paesaggi e città. Tra i suoi scritti: Studi urbani all’ombra dei viadotti (Napoli 2002); Tempo e forma dei paesaggi esclusi, in L’architettura e le sue declinazioni (Verona 2008); Suolo urbano nell’enciclopedia Architettura (a cura di A. De Poli, Milano 2008); Inverse Limit. Between architecture and archaeologies, in Archaeology’s places and contemporary uses. Erasmus Intensive Programme 2009/2010 design workshop (edited by M. Vanore, Venezia 2010).

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