Le case, le cose, le carte

Diari 1948-1950

a cura di

introduzione di Serenella Baggio
con un saggio di Adele Cambria

I Diari compresi in questo volume (1948-1950) rappresentano una piccola parte di un’ininterrotta attività di scrittura che Elena Carandini – figlia di Luigi Albertini, già direttore del «Corriere della Sera» e oppositore del fascismo, e poi moglie di un esponente di spicco del liberalismo come il conte Nicolò Carandini, primo ambasciatore italiano a Londra dopo la fine della Seconda Guerra mondiale – condusse durante l’intero arco della propria esistenza, e consentono di ripercorrere una fase decisiva per la storia italiana, quella del dopoguerra, dal 1948 – momento dell’entrata in vigore della nuova Costituzione repubblicana, ma anche della durissima battaglia elettorale tra la DC di De Gasperi e il fronte socialcomunista di Nenni e Togliatti – fino al 1950, anno che sarà segnato da crescenti tensioni a livello internazionale (la Corea) e dall’ombra sempre più minacciosa della “guerra fredda” sugli equilibri interni.
L’autrice mescola abilmente i registri e gli stili, rivolgendo la propria attenzione al microcosmo domestico e agli eventi particolari che lo scandiscono, ma dedicando ampio spazio anche alle vicende pubbliche che vedono coinvolto il clan Albertini-Carandini. Emerge il ritratto a tutto tondo di una élite anglofila, di un ambiente illuminato, cosmopolita, fautore di un liberalismo progressista che, dalle pagine del “Mondo” di Pannunzio, persegue con ostinazione il sogno di una “terza forza” laica, tra un partito cattolico diventato ormai egemone e le sinistre di ispirazione marxista. I Diari carandiniani non assomigliano quasi mai a una semplice ricostruzione autobiografica, ma restituiscono, in maniera elegante e personale, la complessità di un’epoca, la cronaca di un mondo – l’Italia del secondo dopoguerra – e dei suoi protagonisti, che vediamo sfilare in una galleria insieme pubblica e privata: i massimi esponenti della vita politica, Sforza, Einaudi, Croce, Salvemini..., ma anche della vita artistica e culturale, come Toscanini, Berenson, Montale e molti altri, a comporre il variegato affresco dell’opera.

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