Maestro e pioniere

L’eredità storica di Mario Volpato (1915-2000)
tra incognite e nuove frontiere

Negli anni del miracolo economico post-bellico, durante la corsa per collocare l’Italia tra i Paesi più avanzati al mondo, l’intellettuale e matematico Mario Volpato (Castelbaldo, 1915 - Padova, 2000) ha segnato in modo indelebile lo sviluppo dell’economia nazionale. Personaggio poliedrico, ancorato al mondo cattolico, dopo una prima attività di maestro elementare diventa professore universitario di matematica, detenendo la cattedra in tre diversi atenei (Venezia, Trento e Padova). Sono anni in cui Volpato, pioniere dell’innovazione e dell’intermodalità, sviluppa e mette a frutto le sue intuizioni in campo informatico. Dopo l’esperienza trentina del Consorzio CINECA per dotare le Università del Nordest di un potente calcolatore elettronico, alla guida della Camera di Commercio di Padova (dal 1970 al 1982) dona alla città due innovativi pilastri per il progresso economico: l’Interporto e il CERVED, il primo esempio – nazionale, ma anche europeo – di rete interconnessa tra enti pubblici.
Oltre a ripercorrere la carriera di Mario Volpato – con nuova documentazione e dando voce alle testimonianze di allievi, colleghi e collaboratori –, in queste pagine Lino Scalco mette in luce quanto l’attività di Volpato vada inquadrata anche al di fuori del contesto padovano, restituendogli la giusta notorietà. La sua capacità non comune di puntare sempre lo sguardo al futuro, di muoversi tra scienza e istituzioni, tra impresa e politica, lascia un’eredità di know-how e organizzazione del lavoro di cui tener presente in una società profondamente pervasa dall’informatizzazione e dalla tecnologia.

Lino Scalco (Cittadella, 1946), dopo vent’anni di insegnamento (1971-1991) e la formazione universitaria conclusa nel corso di laurea in Pedagogia, dal 1992 esercita la professione di storico libero professionista. Nell’ambito della storia contemporanea i suoi interessi si sono rivolti allo studio dei problemi dell’industrializzazione, dello sviluppo economico, dell’arretratezza e dei movimenti operai e contadini, promuovendo iniziative per la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione di importanti archivi economico-industriali veneti. Nel 50° della Resistenza e Liberazione ha svolto attività di ricerca per l’Istituto Luigi Sturzo di Roma e la Fondazione Carlo Donat Cattin di Torino. Nel decennio 1997-2007 ha tenuto nella facoltà di Agraria dell’Università di Padova seminari sull’agricoltura padovana tra Otto e Novecento e tra le due guerre mondiali. Restano pionieristici i suoi studi: Storia dell’economia padovana. Il tempo delle ciminiere: 1866-1922 (I, 2000), Storia economica del Polesine: 1797-2001 (in tre volumi, 2000, 2002, 2004), Dall’edilizia popolare all’edilizia sociale. Storia degli Istituti per le case popolari di Padova: 1876-2008 (2009), Guida al patrimonio archeologico-industriale nel padovano: 1842-1977 (2011).
 

 

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