Norberto Bobbio un “illuminista pessimista”

con un inedito su “Filosofia del diritto e scienza del diritto in Italia”

postfazione di Dino Cofrancesco

Nel generale clima di bilanci politici e culturali del primo decennio di vita della Repubblica, si sente forte la necessità di una nuova figura di intellettuale laico, che prenda le distanze da quello di stampo storicista. Per dare voce a questa esigenza, agli inizi degli anni Cinquanta il filosofo Nicola Abbagnano promuove a Torino la nascita del “movimento neoilluministico”, ugualmente critico verso idealismo e marxismo. A dare fondamento etico-politico al movimento sarà uno dei suoi protagonisti, Norberto Bobbio, con il saggio Politica e cultura del 1955. Per Bobbio, l’intellettuale è la “coscienza critica delle forme di esercizio del potere” e il suo ruolo è quello di stabilire un rapporto prolifico con la società. In particolare, il filosofo torinese cerca il dialogo con autorevoli intellettuali e politici comunisti, fra cui Palmiro Togliatti, nella persuasione che essi possano concordare sul fatto che la libertà in senso “borghese” ha posto in termini irreversibili il problema della libertà come criterio per valutare qualsiasi orientamento e istituzione politica, compreso il comunismo sovietico. In questo volume appassionato Mario Quaranta analizza diversi aspetti del pensiero di Norberto Bobbio, a partire dall’influenza degli scritti di Carlo Cattaneo, da lui ritenuto il maggiore rappresentante della nostra tradizione illuminista, il modello di “filosofo militante” di cui ha bisogno l’Italia, fino al rapporto con il filosofo analitico Ferruccio Rossi-Landi con cui ha intrattenuto a lungo un serrato dialogo su problemi politici, culturali, filosofici di grande attualità e importanza.

Mario Quaranta, nato a Ferrara, vive e lavora a Padova, ove per oltre un ventennio ha insegnato storia e filosofia nel Liceo classico “Tito Livio”. Ha collaborato alla Storia del pensiero filosofico e scientifico (1970-1972) di Ludovico Geymonat con saggi sulla filosofia italiana dell’Otto-Novecento; ha curato l’opera omnia di Giovanni Vailati in tre volumi (1987) e un’antologia di scritti: Gli strumenti della ragione (2003). Ha pubblicato numerosi saggi sulla cultura filosofica italiana e francese dell’Otto-Novecento e fra i libri ricordiamo: Ludovico Geymonat. Una ragione inquieta, 2001; Il positivismo veneto, 2003; I mondi di Giulio Cesare Ferrari. Psicologia, psichiatria, filosofia, 2006; Voci del Novecento tra filosofi e scienziati, 2008; Comte epistemologo, 2012; Scienza e filosofia nel Novecento, 2012; La scuola italiana tra storia e attualità. Da Casati a Google, 2013; Cultura e politica. Percorsi del Novecento italiano, 2014; Positivismo e modernità, 2014; La discussione filosofica nelle riviste del Novecento (1900-1970), 1914; La tradizione della ragione nella filosofia italiana del Novecento, 2015. E' membro del Comitato scientifico della “Casa-Museo Giacomo Matteotti” di Fratta Polesine (Rovigo) ed è socio dell’Accademia Galileiana di Scienze Lettere ed Arti di Padova.

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