Paolini Villani
la “Compagnia veneziana delle Indie”

Cento anni di lavorazione delle droghe, delle spezie
e dei coloniali tra Venezia, Mestre e Porto Marghera

Le vicende della Paolini Villani & C. descritte in questo libro rappresentano un’esemplare ricostruzione di storia d’impresa, che ci restituisce il gusto tutto italiano dell’arte di insaporire le vivande. Cento anni di attività (1892-1992) tra Venezia, Mestre e Porto Marghera, i cui protagonisti sono commercianti e imprenditori veneziani e lombardi nel campo delle spezie, delle droghe e dei coloniali, con l’occhio sempre rivolto verso le terre d’Oltremare, da cui proveniva la materia prima. Nata a Venezia come Paolini & C.° nel 1892, poi trasformata in Paolini Villani & C.i nel 1906, l’impresa si trasferisce nel 1913 in un nuovissimo stabilimento a Mestre, poi distrutto dai bombardamenti nel 1944; dopo la guerra, nel 1953 si insedia definitivamente a Porto Marghera, nell’ex stabilimento ristrutturato del Cotonificio Veneziano, divenendo una fabbrica all’avanguardia, dotata anche di un grande reparto dedicato alla lavorazione e al confezionamento del Thè Lipton, di cui la Paolini Villani fu concessionaria in Italia per cinquant’anni, fino al 1978. Molti i marchi registrati: tra i più significativi, la “Droga Combinata Paolini”, il “Lievito Paolini”, l’insetticida “Sterminio”, il “Budino dei Dogi”, il “Fast” e la famosa “Ovocrema”, poi diventata “Orocrema”. La comunicazione diventa un filo narrante che traccia e scandisce le trasformazioni aziendali, assecondandole e anticipandole, partendo dalle illustrazioni di disegnatori conosciuti come Michelangelo Cignetti, continuando con i servizi della nota agenzia ACME-Dalmonte, per arrivare alle grandi campagne pubblicitarie orientate al marketing, basate su mezzi di comunicazione di massa come il cinema, la radio e la televisione con “Carosello”. Un’affascinante storia per immagini che ripercorre con spettacolarità il cammino originale di un’eccellenza veneta e veneziana nel panorama dell’alimentazione nazionale e internazionale, lasciandoci una traccia significativa ancora viva con le sue antiche ricette, le sue specialità e i suoi prodotti.

Massimo Orlandini, nato a Mestre, opera da oltre trent’anni nel mondo della comunicazione e della pubblicità industriale per conto di grandi case editrici, occupandosi anche di manifestazioni fieristiche e di web. In molti anni di ricerca ha dato vita a una collezione di diverse migliaia di pezzi, unica nel suo genere, riguardante la storia di Mestre, Porto Marghera e la terraferma veneziana, in particolare di “editoria grigia”, con speciale attenzione a quella aziendale e alla pubblicità. Ultimamente si sono aggiunti anche molti oggetti di ditte e di fabbriche venete, soprattutto elementi di packaging e marketing del secolo scorso. Importanti per la collezione, nella sua stratificazione e sviluppo, sono state le collaborazioni con il Laboratorio Mestre ’900 del Comune di Venezia, curatore Giorgio Sarto, e con l’antiquario milanese Andrea Tomasetig. Ha fatto parte del gruppo di ricerca sulla storia del farmacista Gio. Batta. Zampironi, collaborando alla pubblicazione e alla mostra a lui dedicate. In qualità di malacologo e di fotosub, nel 1980 ha partecipato alla spedizione organizzata dal Centro Studi Ricerche Ligabue dedicata ai coralli delle Isole Maldive e alla  realizzazione del relativo documentario. Una sua vasta collezione di conchiglie, decine di migliaia di esemplari, frutto di trent’anni di immersioni e di ricerche, è stata acquisita dal museo di un istituto universitario.

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