Saffo

Riscritture e interpretazioni dal XVI al XX secolo

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La letteratura, da sempre, indossa i volti dei suoi personaggi per dare voce alle esigenze morali di un’epoca o alle aspirazioni ideali di autori/autrici; spesso accade anche che un personaggio si presti a dar voce alle problematiche stesse della letteratura. In questa esigenza di personificazione si inscrive la figura di Saffo, la poetessa di Lesbo, che da autrice è presto trasformata in personaggio, eternità letteraria che si riscrive attraverso le epoche. Quando una biografia incerta diviene storia e narrazione, e quando ad essa si interseca il mito di una poetessa che è diventata modello ed emblema della liricità di ispirazione amorosa, ecco che la letteratura se ne impossessa, per specchiarsi e rifrangere le mille sfaccettature del suo personaggio.
In una chiave di lettura critica e comparatistica, la fortuna di Saffo è qui ricostruita lungo le rotte che dalle Heroides ovidiane attraversano la sua riscoperta nella trattatistica cinquecentesca, che ne fa icona di poetessa sublime, passando per le traduzioni rimaneggiate e censurate dell’Epistola a Faone ovidiana. Ogni epoca le conferisce una particolare valenza simbolica: Saffo si fa modello di perfezionamento femminile nei discorsi sui diritti della donna nel XVIII secolo, diviene oggetto di biografia letteraria, come per Verri, o di narrazione tragica, come in Sografi. Il suicidio o la sua lirica infuocata divengono il canone di una incessante re-visione del personaggio, fino alle riscritture più libere e ispirate nel romanzo contemporaneo di Jeanette Winterson. Mito suggestivo e intramontabile, Saffo è protagonista di una letteratura e di un’arte senza tempo: autrice di versi leggiadri ed erotici, artista e insieme personaggio, suicida per un amore non corrisposto o maestra del tiaso dai gusti omoerotici, è una figura che si carica sempre di nuove valenze simboliche.

Adriana Chemello è docente di Letteratura italiana presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari (DiSLL) dell’Università di Padova. Ha pubblicato numerosi saggi in volumi miscellanei in Italia e all’estero, occupandosi di diversi generi letterari (da quello epistolare a quello biografico). Ha studiato la trattatistica di comportamento, con particolare attenzione a quella sulla donna dal Cinquecento all’Ottocento, la figura letteraria della lettrice e la produzione letteraria delle donne. Ha collaborato al volume A History of Women’s Writing in Italy (Cambridge 2000). Tra i suoi lavori: Alla lettera. Teorie e pratiche epistolari dai Greci al Novecento (Milano 1998); Geografie e genealogie letterarie, con L. Ricaldone (Padova 2000); Tre donne d’eccezione. Vittoria Aganoor, Silvia Albertini Tagliavini, Sofia Bisi Albini. Dai carteggi inediti con Antonio Fogazzaro (Padova 2005); C. Percoto, I Racconti, a cura di A. Chemello (Roma 2011); Fogazzaro nel mondo, con F. Finotti (Vicenza 2013). Ha curato con M. Moretti la corrispondenza tra Aldo Capitini e Gianfranco Contini (Firenze 2012).

 

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