Tra i Longobardi del Sud

Arechi II e il Ducato di Benevento

a cura di

presentazione di Claudio Ricci
introduzione di Aniello Cimitile

Eccellente politico, uomo di stato colto e dai gusti raffinati, molto religioso: così le fonti ci hanno tramandato l’immagine di Arechi II, la figura più emblematica della pur ricca e lunga storia del ducato longobardo di Benevento. Salito al trono per volere del re Desiderio – del quale sposò la figlia Adelperga – governò per ventinove anni, prima come duca (dal 758), poi come princeps (dal 774) assumendo l’eredità politica della gens Langobardorum. Grazie a lui il ducato conobbe un’epoca di grande splendore, resistendo per lungo tempo alle mire espansionistiche di Carlo Magno, re dei Franchi e futuro imperatore.
Negli studi qui offerti, risultato di un convegno concepito come il primo di una Biennale di studi longobardi, discipline diverse – archeologia, numismatica, storia della lingua, epigrafia, per citarne alcune – tratteggiano un affresco del momento storico in cui Arechi visse e operò, illustrandolo nella sua globalità: dalle istituzioni al diritto, dalla politica all’amministrazione, dagli elementi della cultura materiale ai campi dell’arte e della letteratura, dai rapporti con Bisanzio a quelli con il papato.
Un viaggio nella Langobardia minor con soste sui simboli del potere – il Sacrum Palatium di Benevento con la cappella palatina dedicata al Salvatore, quello di Salerno con la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la chiesa beneventana di Santa Sofia, le mura della Civitas Nova di Benevento, le difese di Salerno – che ricostruisce non solo il “mito” di Arechi, ma anche il profilo di un’epoca e dei suoi protagonisti.

Marcello Rotili è ordinario di Archeologia cristiana e medievale e direttore del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. È inoltre membro della Pontificia Commissione per l’Archeologia sacra; presidente del Consiglio scientifico del Centro studi longobardi della Regione Lombardia; presidente dell’Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli; vicepresidente della Consulta per le Archeologie postclassiche. Ha diretto numerose indagini archeologiche a Benevento, nei siti fortificati di Montella, Ariano Irpino, Cerreto Sannita, Circello, Monteforte Irpino, Montegiove, Rocca San Felice, Sant’Angelo dei Lombardi, Torella dei Lombardi, Amendolea (Reggio Calabria) e nelle chiese di Santa Maria Assunta e San Pietro a Frigento. Oltre che di storia dell’insediamento e della cultura materiale di età tardo antica e medievale, si è occupato delle Grandi Migrazioni studiando i rinvenimenti longobardi di Borgovercelli e Benevento. Ha collaborato alla realizzazione di grandi mostre ed è componente del comitato scientifico di numerose riviste e collane. Organizza convegni internazionali di studio sulla tarda antichità e il medioevo.
 

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