Andrea Brustolon: opere restaurate

La scultura lignea in età barocca

Andrea Brustolon è stato tra i grandi nomi della scultura barocca tra Sei e Settecento, riuscendo a innovarne efficacemente il linguaggio grazie all’originalità del proprio genio e alla duttilità del materiale scelto: il legno. Un materiale che, nelle opere dell’artista bellunese, diventa potente mezzo espressivo e straordinaria testimonianza di un attaccamento alle radici culturali e alle tradizioni del proprio territorio.
Dalla sua fiorente bottega di Belluno, Brustolon è l’artefice di un linguaggio scultoreo di grande impatto, che incontra rapidamente un vasto favore tra le committenze più diverse e rinnova profondamente il gusto e il sistema delle immagini sacre tradizionali, aprendo al nuovo, al dialogo tra le arti, alla dimensione di quel “moderno” appreso durante la permanenza a Venezia e strettamente legato anche alla cultura barocca romana. Il dialogo tra le arti maggiori (architettura, pittura, scultura) si coniuga sempre in Brustolon con una spiccata attenzione per le arti decorative, caratterizzata da una notevole libertà d’ideazione, che si traduce con esiti significativi negli altari monumentali, nelle grandi sculture così come negli arredi liturgici.
Nei diversi contributi raccolti nel volume, la figura di Andrea Brustolon emerge dunque come quella di un protagonista indiscusso della nostra storia artistica, ormai universalmente riconosciuto, la cui opera può vantare una serie di capolavori assoluti della scultura lignea.

Anna Maria Spiazzi, Soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, insegna Storia delle arti applicate all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha diretto mostre e curato i relativi cataloghi: A nord di Venezia. Scultura e pittura nelle vallate dolomitiche tra Gotico e Rinascimento (2004), Mantegna a Padova 1445-1460 (2006), Tiziano. L’ultimo atto (2008), Andrea Brustolon 1662-1732. Il Michelangelo del legno (2009). Tra le altre sue principali pubblicazioni: Giusto de’ Menabuoi nel Battistero di Padova (1989), Padova, in La pittura nel Veneto. Il Trecento (1992), La Cappella degli Scrovegni a Padova (1993), L’Oreficeria a Venezia e nel Veneto tra Gotico e Rinascimento in Pisanello (a cura di P. Marini, 1996), Andrea Brustolon, in Scultura lignea barocca in Veneto (1997), Gli affreschi restaurati dal Cinquecento al Novecento, in Il Palazzo della ragione di Padova. Indagini preliminari per il restauro. Studi e ricerche (1998).

Marta Mazza, storica dell’arte, lavora presso la Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso.

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