Amleto Sartori

scultore

Amleto Sartori è universalmente noto per la creazione di maschere teatrali richieste e create appositamente per i più grandi interpreti della Commedia dell’Arte nel Novecento; è invece meno nota al pubblico la sua straordinaria attività di scultore, decoratore plastico e grafico, che condusse dal 1948 in poi. Ricostruirne la vicenda artistica tra gli anni 1935 e 1962 è l’obiettivo di questo volume a lui dedicato e vòlto a riscoprire un vero protagonista della storia della scultura a Padova. Il naturalismo classico di matrice quattro-cinquecentesca è riletto e interpretato da Sartori in chiave espressiva per connotare i suoi personaggi di una tensione emotiva che fa vibrare la materia, sia essa bronzo, legno o marmo. Il volume offre l’opportunità di riscoprire un artista e il clima in cui operava in due fasi assai cruciali: il periodo tra le due guerre e la rinascita del dopoguerra, periodi che hanno determinato la natura delle opere di Sartori per la forte drammatizzazione storica che si riflette nel suo fare artistico. I vivaci anni del dopoguerra lo vedono in prima linea per il rinnovamento delle arti a Padova: partecipa alle mostre della Congrega del Coccodrillo e alla rinata Biennale d’Arte Triveneta. Tuttavia egli conservò sempre l’anima di un solitario, di un poeta quale egli fu intensamente, riottoso ad allinearsi agli ideali dei manifesti programmatici di correnti artistiche o partitiche, pur condividendone in parte i valori. Nel secondo dopoguerra trovò un modo molto personale per esprimere la sua creatività attraverso il tema della maschera teatrale, approdo naturale della ricerca portata avanti negli anni nell’ambito del ritratto, che dall’iniziale naturalismo si evolve verso una accentuazione espressiva quasi deformante nei tratti. L’impegno universitario, nell’insegnamento di Storia dell’arte e modellazione di maschere teatrali, gli apre le porte della fama internazionale nel settore della rinata Commedia dell’Arte. Amleto morì giovane, nel pieno della sua maturità artistica, tramandando al figlio Donato un patrimonio di conoscenze tecniche e culturali che, secondo le antiche tradizioni della bottega d’arte, viene continuamente rinnovato e perfezionato, anche grazie alle attività del Centro Maschere e Strutture Gestuali, fondato nel 1979 da Donato Sartori, dallo scenografo Paolo Trombetta e dall’architetto Paola Piizzi. [Catalogo della mostra, Padova, Galleria Cavour, 6 novembre 2015 - 17 fennaio 2016]

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