Per il recupero dei relitti industriali

15 Gennaio 2020

Nel contesto territoriale attuale è sempre più frequente imbattersi in manufatti industriali abbandonati e vuoti, ingombrante eredità di un tessuto produttivo che è andato via via restringendosi e delocalizzandosi. Questi relitti industriali sono sedi direzionali, fabbriche, capannoni dismessi e in abbandono che equivalgono a miliardi di risorse dissipate e inutilizzate, a un preoccupante spreco di suolo, ma anche a un ormai urgente problema sul piano ambientale. Nell’ambito del dibattito urbanistico contemporaneo, necessariamente orientato a un’economia fondata sulla sostenibilità ambientale, emerge di conseguenza una forte attenzione alla riabilitazione di questi contesti ambientali e urbani compromessi, ma di fatto sensibili a una ripresa economica e carichi di potenzialità.

Il volume iWRECKS. Questioni, metodi, scenari di trasformazione per i relitti industriali parte da queste riflessioni per sollecitare l’innesco di processi virtuosi in grado di ripensare questi luoghi in funzione di un’innovativa visione del rapporto tra città e territorio. Il volume è il primo della collana “Univercity. Ricerca progettuale per la città”, nata per ospitare ricerche universitarie nel settore della progettazione architettonica, urbana e del paesaggio. Dall’iniziativa dell’Università di Padova, in partnership con l’Università Iuav di Venezia, l’Universidade di Lisboa e la Regione del Veneto, è stato avviato un importante progetto di ricerca su queste tematiche.

Il concetto di wrecks, relitto, punta ad accendere uno sguardo positivo sulla dismissione: come i relitti sottomarini riescono ad acquistare un aspetto affascinate sebbene siano testimonianza di un evento tragico come l’affondamento, così gli edifici industriali dismessi possono, assumendo altre funzioni, tornare a nuova vita. In questo primo volume della nuova collana vengono presentati cinque scenari progettuali che, avvalendosi degli strumenti tecnici e metodologici della composizione architettonica, offrono visioni utili a sbloccare la stasi della crisi che ha investito il patrimonio industriale, contribuendo a orientare le decisioni di tutti gli attori coinvolti. In particolare emerge la necessità di saper integrare l’esistente con il nuovo, sperimentando inedite soluzioni urbanistiche che rispondano ai principi di sostenibilità e resilienza e che puntino a obiettivi condivisi.

In tema di recupero e valorizzazione, anche la recente pubblicazione Borghi rinati. Paesaggi abbandonati e interventi di rigenerazione. I borghi italiani sono uno dei beni più straordinari del nostro paese, un tesoro inestimabile, zone di pregio naturalistico, parchi e aree protette. A seguito dei fenomeni di migrazione verso le aree più ricche e urbanizzate, molti di questi luoghi sono stati interessati nel corso degli ultimi decenni da un progressivo spopolamento, e appaiono oggi come “paesaggi abbandonati”. Lo svuotamento dei borghi ha conseguenze rilevanti sul piano economico, sociale e culturale. Il volume, a partire da alcuni specifici casi virtuosi di recupero, stimola una riflessione su quali siano le corrette strategie di rigenerazione che possono essere attuate con positive ricadute sull’abitabilità e l’attrattività turistica ed economica di questi centri. Non si tratta solo di paesaggi da gustare e ammirare per la loro bellezza e peculiarità, ma di insediamenti che possono contribuire allo sviluppo futuro del paese.

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