Navata e galleria

Tradizione ed evoluzione contemporanea
dei grandi spazi mediani longitudinali

prefazione di Carlos Martí Arís
con un contributo di Aurelio Galfetti

Come è stato strutturato e declinato lo spazio interno “a grande sviluppo longitudinale” nell’architettura tradizionale? E come si è evoluto in quella contemporanea? Se l’architettura tradizionale ha espresso questo spazio mediano e gerarchicamente dominante sugli ambienti laterali attraverso i principi tipologici di “navata” e “galleria”, l’architettura contemporanea non è vincolata a uno solo di questi principi, ma è in grado di sovrapporli o incrociarli tra di loro o con altri.
Il saggio, dopo aver chiarito caratteristiche e differenze dei temi considerati, esamina alcuni tipi di edifici che nel corso della storia hanno visto l’applicazione di questi due principi organizzatori. Navata e galleria vengono analizzate all’interno di questi tipi esemplari, evidenziandone la specifica modulazione e motivandone la presenza in base a finalità distributive, simboliche e culturali. L’indagine si focalizza su alcune singole opere – la Mezquita-Catedral di Cordova, l’“aula” dei Mercati Traianei di Roma, la Bibliothèque Nationale di Parigi – che emergono come casi particolari in un panorama governato per lo più dalla ripetizione degli stessi tipi; in esse, infatti, condizioni ambientali eccezionali o precipue necessità funzionali hanno generato spazialità anomale la cui organizzazione è debitrice a più principi tipologici contemporaneamente. Nella parte finale della ricerca, a conferma dell’ipotesi concettuale, sono indagati quattro esempi di architettura contemporanea – il Museo di Arte Romana a Mérida (Spagna) di Rafael Moneo, il Mercato a Bibione di Gianugo Polesello, il Palazzo Tendenza del Net Center a Padova di Aurelio Galfetti, il Palazzo delle Esposizioni e dello Sport a Braga (Portogallo) di Gonçalo Byrne – in cui il progettista concepisce un’organizzazione spaziale complessa attraverso l’ideazione di una spazialità ibrida, incrociando i due principi tipologici – navata e galleria – tra loro o con altri.

Stefano Croce è professore di Caratteri tipologici e morfologici dell’architettura allo IUAV e di Teoria e tecnica della rappresentazione all’Università di Trieste. Ha tenuto lezioni in varie università italiane e straniere, tra cui Oxford, Parigi, Madrid, Valencia e Ginevra. Tra i suoi scritti: Architetti in controluce. Vita e case degli architetti moderni in Nordamerica (Roma 2001), Le palais et la cour Zabarella: la renaissance d’un palimpseste architectural (Parigi 1999), La casa integrata, itinerario nordamericano (Milano 1994). Lavora attualmente a Padova come libero professionista, impegnandosi prevalentemente nel campo del restauro e dell’architettura degli interni.

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