Tono Zancanaro

Il pavano-mediterraneo

Poche figure hanno segnato la storia artistica – ma non solo – di Padova nell’arco del Novecento come Antonio “Tono” Zancanaro (1906-1985).
Questo saggio ne ricostruisce mezzo secolo di attività, soffermandosi in particolare sui legami coltivati con la città natale. Autodidatta dalla personalità vitale e poliedrica, Zancanaro rivendicherà sempre le proprie umili origini, sia nel campo dell’arte – con l’adesione a un realismo variamente declinato e che si colorerà di una personale vena surrealistico-satirica –, sia con l’opposizione al regime mussoliniano maturata negli ambienti universitari insieme a figure come Curiel, Marchesi, Meneghetti, Luccini, a partire da un ambiente familiare duramente fascista.
Tono aveva cominciato a dedicarsi alla pittura nei primi anni Trenta: significativi per la sua formazione furono i contatti avuti, a Firenze, con Ottone Rosai e, a Padova e a Milano, con l’ambiente degli artisti antifascisti.
Nel dopoguerra, epoca di rivolgimenti e di accesi conflitti ideologici, Tono aderisce al Fronte Nuovo delle Arti. Tra i cicli più significativi della sua vasta produzione pittorica e grafica, oltre al “Gibbo” (1942-1949) spiccano le mondine di Roncoferraro e l’alluvione del Polesine (1951-1956), i “carusi” siciliani (1956-1962), le serie di Piazza Navona, di Selinunte, di Villa Palagonia, di Poppea, delle Foscariane. Dopo peregrinazioni in Italia e nel mondo e riconoscimenti di ogni genere, anche la città di Padova avrebbe infine reso omaggio al suo figlio “ribelle”, ormai anziano, con una grande mostra antologica ospitata a Palazzo della Ragione nel 1978.

Luigi Urettini fa parte del Comitato scientifico dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Treviso; è nella redazione della rivista «Terra e Storia» di Este. Studia da anni la società veneta, ponendo la sua attenzione sull’origine dell’ideologia populista e clericale in questa regione e in Italia. Tra le numerose pubblicazioni su questo argomento, I Comitati Civici nel Trevigiano e la loro funzione nelle elezioni del 1948; Antigiudaismo cattolico e antisemitismo fascista; Audacia (1943-1945). L’autorappresentazione del fascismo estremo trevigiano; L’avventuriero di Nizza. L’antigaribaldi in “Civiltà Cattolica”; Il Concordato tra Pio IX e l’imperatore Francesco Giuseppe; Anno di lutto. La Stampa cattolica contro le celebrazioni per il 50° dell’Unità d’Italia. Ha scritto la biografia di alcuni personaggi della storia veneta: Andrea Giacinto Longhin. Il vescovo di Pio X; Bruno Visentini; Giovanni Comisso. Un provinciale in fuga; L’ultima battaglia di Gino Rossi. Lettere e documenti; Un mazziniano veneto: lo scrittore Francesco Dall’Ongaro.

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