Otobiographies

L’insegnamento di Nietzsche e la politica del nome proprio

con una premessa di Maurizio Ferraris

La conferenza del 1976, tenuta in occasione del bicentenario della Dichiarazione d’Indipendenza pone questo quesito: a chi appartiene e chi impegna la firma apposta a questa dichiarazione? A partire da questa domanda il discorso di Derrida segue la tortuosità di un labirinto, che assomiglia a quello di un orecchio. Un orecchio che può essere quello di Nietzsche, teso all’ascolto di uno stesso soggetto: l’autobiografia, il padre e la madre, le politiche della lingua, della firma e dell’insegnamento, il giornalismo e lo Stato moderno. Richiamandosi al testo autobiografico e al testo Sull’avvenire delle nostre scuole di Nietzsche, il filosofo francese apre la questione sul rapporto tra la politica, la lingua, le istituzioni accademiche e statali e il tema dell’identità.

Jacques Derrida è uno dei protagonisti della filosofia contemporanea. Le sue opere, tradotte in varie lingue, hanno aperto prospettive inedite e hanno influito sulla produzione filosofica di molti paesi. Fra i suoi libri ricordiamo: L'écriture et la différence, Paris 1967; De la grammatologie, Paris 1967; La dissémination, Paris 1972; Marges de la philosophie, Paris 1972; Glas, Paris 1974; Éperons. Les styles de Nietzsche, Paris 1978; La carte postale. De Socrate à Freud et au-delà, Paris 1980; Psyché: inventions de l’autre, Paris 1987.

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