Abitare all’italiana

tra la casa-fondaco e l’atelier

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Negli ultimi decenni, con lo sviluppo rapido della connettività, sempre più sono emersi nuovi modi di intersecare lavoro e vita domestica. La casa oggi non è più un remoto ricovero in cui si torna la sera, dopo una giornata di lavoro in ufficio o in fabbrica; sempre più frequentemente è un luogo in cui, durante tutto l’arco della giornata, lavoro, tempo libero, cura del corpo, si avvicendano nei medesimi spazi. La famiglia nucleare non è più il modello dominante, sostituita da un ampio spettro di differenti forme di convivenza su cui la vita domestica si riorganizza. Forme alternative di domesticità che alla fede nel funzionalismo oppongono il disordine e l’estetica accumulativa degli objets-trouvées. Modi di organizzare lo spazio domestico i cui precedenti possono essere rintracciati nel prototipo dell’atelier, strettamente legato allo sviluppo urbano di Parigi, o nel loft newyorkese, diffuso negli ambienti dell’arte progressista e contestataria della controcultura della fine del secolo scor