La costruzione della forma urbana tra architettura e città

La città può essere intesa come manufatto costruitosi nel tempo, accumulazione fisica e materiale nello spazio, sintetica e sincronica, del tempo lungo della storia, patrimonio di forme dalle quali attingere e alle quali riferirsi per il progetto architettonico. In tal senso esiste tra Architettura e Città un legame inscindibile, troppo spesso oggi trascurato a vantaggio di un modo di intendere l’architettura indifferente ai fenomeni urbani e, di conseguenza, incapace di rappresentare ancora valori condivisi.
Come ha osservato Franco Purini, «si assiste così alla proliferazione di edifici che non hanno una relazione con lo spazio urbano in cui sorgono, incapaci di manifestare la propria necessità di esistere, vuote “espressioni consumistiche” nell’epoca della globalizzazione».
I contributi presenti in questo volume – esito della giornata di studi promossa dal dottorato di ricerca in Architettura e Costruzione di Sapienza Università di Roma – intendono proporre invece un’idea della disciplina che abbia ancora, tra le sue finalità, quella di tornare a costruire la forma urbana, rivendicando la natura politica – termine che non a caso deriva anch’esso dalla parola greca πόλις – del progetto di architettura.

Renato Capozzi (Napoli 1971), architetto e dottore di ricerca in Composizione architettonica allo IUAV di Venezia, professore associato di Composizione architettonica e urbana al DiARC dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è membro del Collegio dei docenti del Dottorato in Architettura e Costruzione di Sapienza Università di Roma e del Consiglio direttivo della Società scientifica ProArch. Sue tematiche di ricerca sono: il progetto di architettura nella sua dimensione teorica, la lezione dei maestri, il rapporto tra architettura e realtà, modi e forme della costruzione della città contemporanea. Tra le sue pubblicazioni si segnalano: L’architettura dell’Ipostilo (2016), L’esattezza di Jacobsen (2017), Egon Eiermann. Il futuro della modernità (2018), Lo spazio universale di Mies (2020).
 
Federica Visconti (Napoli 1971), architetto e dottore di ricerca in Progettazione urbana all’Università degli Studi di Napoli Federico II, professore associato di Composizione architettonica e urbana e Coordinatore del CdS in Scienze dell’architettura del DiARC di Napoli, è membro del Collegio dei docenti del Dottorato in Architettura e Costruzione di Sapienza Università di Roma. La sua ricerca è incentrata su tematiche relative all’Architettura della Ragione, al rapporto tra architettura e forma urbana, al progetto e alla conoscenza dell’archeologia. Tra le sue pubblicazioni si segnalano: Il Razionalismo Italiano. Storia, città, ragione (2013), L’architettura della strada. Un Atlante italiano (2014) e Pompeji. Moderne Stadt (2017).

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