Tra tecnica e natura

Problemi di ontologia del vivente in Heidegger

Il modo d’essere del vivente, ovvero il modo d’essere di ciò che non è prodotto della tecnica ma non è neppure coincidente con l’umano, costituisce uno dei luoghi tematici attraverso cui la riflessione heideggeriana intende far emergere lo “scivolamento” metafisico della natura nella tecnica, la riduzione di quella a questa.
Pensare il vivente nel suo modo d’essere significa, per Heidegger, pensare la peculiare forma di rapporto che il vivente istituisce con il proprio ambiente, ovvero, detto diversamente, l’incapacità da parte del vivente di potersi in senso proprio rapportare al mondo. Solo percorrendo questa via è possibile una determinazione del modo d’essere del vivente che, muovendosi alle spalle della sua considerazione “scientifica” e “tecnica”, consente nel contempo una distinzione di esso non solo rispetto all’artefatto, ma anche rispetto all’uomo.
L’analisi qui proposta ricostruisce tre tappe fondamentali dell’itinerario heideggeriano relativamente alla questione del vivente, portandone alla luce coerenza e problematicità: dall’essere-nel-mondo, entro le cui coordinate il vivente è compreso nell’orizzonte di Sein und Zeit, per giungere all’assenza di mondo, che costituisce invece il tratto costitutivo del vivente che non è l'uomo a partire dai Beiträge zur Philosophie.

Luca Illetterati insegna Filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Padova. Oltre a numerosi saggi e contributi, si ricordano tra le sue pubblicazioni più significative: Natura e ragione. Sullo sviluppo dell’idea di natura in Hegel (Trento 1995); Figure del limite. Forme ed esperienze della finitezza (Trento 1996).

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