Tra progettazione architettonica, pittura e scultura, Clorindo Testa (1923-2013), architetto italiano naturalizzato argentino, fin dagli esordi della sua carriera ha saputo muoversi con naturalezza tra diversi mezzi e modalità espressive, fino a diventare uno dei protagonisti dell’architettura del XX secolo. Un artista a tutto tondo che ha saccheggiato i vocabolari dell’architettura e dell’arte senza mai darsi la griglia di un apparente rigore, che ha mescolato in composizioni ferocemente meticce colori, forme e memorie dando vita ad opere dalla forte narratività compositiva, come il Banco de Londres y America del Sur e la Biblioteca Nacional de Buenos Aires, solo per citare le più celebri ed emblematiche. Il presente volume ripercorre la vita e il percorso professionale dell’architetto di Buenos Aires attraverso letture inedite di quattordici case – tra la città, la costa e la pampa argentina – rappresentative della sua opera, un progetto nato nell’ambito del Dottorato in Architettura e Costruzione della Sapienza Università di Roma e portato avanti attraverso disegni, ridisegni e materiali d’archivio della Fundación Clorindo Testa. Uno studio al quale si affiancano ricordi e riflessoni di voci diverse, tutte volte a tracciare un ritratto dell’artista latinoamericano: se Franco Purini ci ricorda, infatti, che «Clorindo Testa è stato molto più di un architetto, è stato un grande artista, un pittore», la testimonianza della figlia Joaquina Testa fa conoscere al lettore influenze, modelli e abitudini di una personalità del Novecento per la quale pittura e architettura sono state, fin dal principio, espressioni complementari di un’unica visione dell’abitare. Un architetto libero, ironico e profondamente espressivo, capace di fondere eredità mediterranea e vastità sudamericana, e di unire nella sua opera forme, colori e memoria in uno spazio continuo e vibrante.









