La Sinistra risorgimentale
nel Veneto austriaco

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Il Risorgimento è stato l’esito storico di un processo politico e culturale composito, che ha visto il concorso di forze eterogenee e, spesso, divergenti tra loro: monarchici e repubblicani, ma anche conservatori e rivoluzionari, cattolici e laici, unitari e federalisti. Un panorama di schieramenti e di correnti non sempre riconducibile alla grande divisione tra Destra e Sinistra – che avrebbe caratterizzato la scena politica del nuovo stato unitario – ma, piuttosto, aperto a un intrecciarsi dialettico di posizioni e, talvolta, esperienze condivise oltre i tradizionali confini ideologici. Anche in un’area come quella veneta, apparentemente segnata dall’egemonia del moderatismo, la presenza democratica, mazziniana e garibaldina, specialmente nel convulso periodo che precede la Terza Guerra d’Indipendenza, assume un ruolo centrale e si dimostra in grado di condizionare a più riprese l’iniziativa del movimento unitario.
Nei contributi qui raccolti, la vicenda della Sinistra risorgimentale veneta viene ripercorsa nelle sue tappe fondamentali, concentrando lo sguardo su una serie di episodi dal valore emblematico: dalla collaborazione “forzata” tra moderati e democratici nei comitati locali e nei gruppi attivi per l’unificazione nazionale ai vari falliti tentativi di insurrezione popolare in Veneto e Friuli, dai conati rivoluzionari del Partito d’azione e dai limiti politico-sociali del suo insediamento fino alla rievocazione di figure di frontiera come quella del patriota e storico “conciliatore” Carlo Tivaroni. Analisi più specifiche sono ancora dedicate all’emancipazionismo femminile nel Veneto post-risorgimentale, alla composizione sociale del garibaldinismo e alla memoria dei veterani, all’evoluzione politica e ideale di esponenti-chiave del mazzinianesimo veneto come Francesco Dall’Ongaro e Alberto Mario. Momenti e protagonisti che contribuiscono ad una più matura visione di un tema finora trascurato dalla storiografia e che, all’interno di questo mosaico, ricostruiscono le linee essenziali di un’esperienza determinante per la comprensione del nostro Risorgimento.

Giampietro Berti insegna Storia contemporanea e Storia delle ideologie del Novecento presso l’Università di Padova. Fra le sue pubblicazioni: Censura e circolazione delle idee nel Veneto della Restaurazione (Venezia 1989); Francesco Saverio Merlino. Dall’anarchismo socialista al socialismo liberale (Milano 1993, 2003); Storia di Bassano (Padova 1994); Il pensiero anarchico dal Settecento al Novecento (Roma-Bari 1998, 2002); Errico Malatesta e il movimento anarchico italiano e internazionale 1872-1932 (Milano 2003, 2005, 2006); L’Università di Padova dal 1814 al 1850 (Treviso 2011). È direttore del Centro per la storia dell’Università di Padova.

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