L’eredità di Giuseppe Mazzini

La democrazia tra coscienza nazionale
e coscienza europea

a cura di

Nella storia dell’Ottocento, Mazzini occupa un ruolo decisivo, incarnando la sintesi più classica degli ideali di libertà, uguaglianza e patriottismo. Non soltanto il Risorgimento diventa impensabile senza la sua presenza, ma anche il più generale sviluppo di una moderna coscienza politica europea. Mazzini scrive e opera nel periodo 1830-1870, il vero “cuore” dell’Ottocento: democrazia, patriottismo, unità nazionale, liberalismo, socialismo non sono ancora declinati in un corpus definitivo, e l’universo progressista offre l’esempio di personalità che si collocano sulla linea di confluenza di più tradizioni. I vari saggi raccolti nel volume si concentrano su alcuni degli aspetti del pensiero mazziniano, un blocco coerente e organico che, già delineato negli anni Trenta, si confronterà con le prove storiche dei decenni successivi: le rivoluzioni europee del ’48, il periodo cavouriano, l’Italia post-unitaria.

Giampietro Berti insegna Storia contemporanea e Storia dei movimenti e dei partiti politici all’Università di Padova. Tra le sue pubblicazioni: Cesura e circolazione delle idee nel Veneto della Restaurazione (Venezia 1989), Francesco Saverio Merlino. Dall’anarchismo socialista al socialismo liberale (Milano, 1993, 2003), Storia di Bassano (Padova, 1994), Il pensiero anarchico dal Settecento al Novecento (Bari-Roma 1998, 2002), Enrico Malatesta e il movimento anarchico italiano e internazionale 1872-1932 (Milano 2003, 2005, 2006).

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