Storia di Bolzano

In questo libro coraggioso – consapevolmente anomalo e di confine rispetto al territorio specifico della collana per cui è nato – uno studioso europeo compie una ricognizione equilibrata e rigorosa, né crudele né complice, sullo stato e sulle radici storiche di uno dei nervi scoperti nella convivenza fra i popoli della vecchia Europa. È giunto il momento di darsi ragione di un tormentato percorso storico e di scrivere una Storia di Bolzano, dall’Ottocento fino alla più stringente attualità, capace di farsi apprezzare da “Italiani” e “Tedeschi”, “Tirolesi” e “Altoatesini”, “crucchi” e “walschen”. L’ha scritta, in italiano, un tedesco. Per vincere questa scommessa, infatti, un autore appropriato e “al di sopra delle parti” è parso Rolf Petri: cittadino della Germania Federale, vive in Italia e si è specializzato sui temi dello sviluppo industriale nel Novecento. Il nome tedesco e un cognome che potrebbe anche suonare italiano sono una garanzia di non faziosità, di buon auspicio in vista di un adeguato grado di limpidezza dello sguardo e di distacco critico dal viscerale contenzioso delle appartenenze etniche. Dati, cifre, fatti circostanziati e concreti sull’industria, il commercio, i piani di sviluppo, la vita amministrativa: su questo l’autore – le cui propensioni “oggettiviste” hanno privilegiato sinora il duro terreno dei fatti economici e strutturali – appare ferrato. Ma egli non trascura – e meno che mai lo avrebbe potuto fare proprio la Storia di Bolzano, all’interno di una collana che alla cultura dà tanto spazio – il piano della storia della cultura, degli abiti mentali, dell’identità, nel rapporto conflittuale fra la nuova città e le valli, fiere della propria antica civiltà montanara.

Rolf Pertri è nato a Marburg in Germania, ha conseguito il dottorato di ricerca all’Istituto universitario europeo di Firenze. Ha lavorato all’Istituto storico germanico di Roma e ha insegnato alle Università di Bielefeld e Halle in Germania prima di trasferirsi a Venezia, dove insegna storia contemporanea. Dal 2006 al 2009 è stato coordinatore dello European Doctorate “Building on the Past” e dal 2010 coordina la Mediterranean Doctoral School in History. Dal 2011 dirige la Scuola Interdipartimentale in Relazioni Internazionali, è membro del comitato di redazione di «Memoria e ricerca», dei comitati scientifici del Centro tedesco di Studi veneziani e della Fondazione Luigi Salvatorelli, e del comitato direttivo del Centro Interuniversitario di Storia Culturale. Ha pubblicato vari volumi sulla storia economica italiana nel ventesimo secolo, tra cui La frontiera industriale. Territorio, grande industria e leggi speciali prima della Cassa per il Mezzogiorno (Milano 1990), Storia economica d’Italia. Dal fascismo al miracolo economico. 1918-1963 (Bologna 2002).

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