Caratterologia, metafisica e saggezza

Lettura fisiognomica di Schopenhauer

presentazione di Franco Volpi

Pensatore eccentrico e ribelle, ostile alla filosofia universitaria e ricambiato da quest’ultima con un altrettanto testardo silenzio, Schopenhauer ha goduto tuttavia di una vasta fortuna presso il grande pubblico e ha svolto una funzione decisiva nello sviluppo del pensiero moderno e contemporaneo. Senza di lui non si capirebbero né Wagner né Nietzsche né quella metafisica del pessimismo che tanta parte ha avuto nella formazione dell’anima tedesca e nella cultura europea del Novecento.
La presente monografia, uscita in prima edizione nel 2002 con una presentazione di Franco Volpi, è la prima in Italia che sia sistematicamente basata non solo sulla sua opera edita ma anche sulle sue carte postume, sfruttandole a tutto campo per lumeggiare da una nuova angolatura l’insieme del suo pensiero. L’ottica “caratterologica” assunta da Gurisatti consente di scoprire che lo Schopenhauer sottile psicologo, fine conoscitore di uomini e “fisionomo” non è affatto un’espressione divagante e magari bizzarra del suo genio esuberante. Essa è piuttosto il coerente punto di sutura tra le due componenti, entrambe essenziali, del suo sistema: la metafisica della volontà e la saggezza di vita, la filosofia teoretica e quella pratica.

 

 

Giovanni Gurisatti insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università degli Studi di Padova. La sua ricerca riguarda in particolare la filosofia e l’estetica di area tedesca tra Otto e Novecento. Oltre che in vari saggi e studi specificamente dedicati all’Autore, e nella monografia Schopenhauer maestro di saggezza (Angelo Colla, 2007), riferimenti al pensiero di Schopenhauer compaiono nei suoi volumi Dizionario fisiognomico. Il volto, le forme, l’espressione (Quodlibet, 2006) e L’animale che dunque non sono. Filosofia pratica e pratica della filosofia come est-etica dell’esistenza (Mimesis, 2016). Di Schopenhauer ha curato per Adelphi il terzo volume degli Scritti postumi (2004), la silloge Il primato della volontà (2002) e la raccolta di frammenti Il mio Oriente (2007). Inoltre ha tradotto, sempre per Adelphi, L’arte di essere felici (1997), L’arte di farsi rispettare (1998) e L’arte di invecchiare (2006). Per Il Poligrafo ha curato di E. Kris, La smorfia della follia. I busti fisiognomici di Franz Xaver Messerschmidt (1996) e di J.C. Lavater e G.C. Lichtenberg, Lo specchio dell’anima. Pro e contro la fisiognomica. Un dibattito settecentesco (1991).

 

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