Descartes e la questione della tecnica

presentazione di Giorgio Brianese

Rendere gli uomini «quasi padroni e possessori della natura»: in questo proposito cartesiano si cela forse l’origine della tecnica moderna. Ma se così fosse, dopo che Heidegger e altri sulla sua scia hanno indicato proprio nella tecnica il pericolo essenziale per l’uomo, non ci troveremo allora nella necessità di intentare un processo a Descartes? E il binomio pascaliano esprit de géométrie - esprit de finesse non serviva anch’esso a porre sotto accusa la volontà di ridurre il mondo a un calcolo matematico, per poterne meglio assumere il dominio?
Pressato da questi interrogativi, il saggio di Daniele Bertacco si propone di determinare quale sia il baricentro della filosofia cartesiana, e attraverso un continuo confronto con le varie tradizioni interpretative, oltre che con le opere del pensatore francese, giunge infine a indicare una diversa possibilità di lettura: scartando progressivamente l’ipotesi di un Descartes profeta della tecnica, si concentra in modo via via più diretto sulla dimensione morale, preoccupazione dominante del filosofo francese dopo la pubblicazione dei Principia Philosophiae, ma che si può ritrovare anche in alcune significative tracce lasciate nelle opere precedenti. Si scopre così nella «destinazione morale» e nella «preoccupazione etica» la chiave di lettura dell’intera filosofia cartesiana.

Daniele Bertacco ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. I suoi studi si concentrano sul pensiero cartesiano, con particolare attenzione alle letture teoreticamente più impegnate che ne sono state fornite nel Novecento (Husserl, Heidegger, Bontadini, la fenomenologia francese).

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