Per non morire mai

La percezione della morte in guerra e il culto dei caduti nel primo conflitto mondiale

prefazione di Giorgio Rochat

Monumenti ai caduti, cimiteri militari, sacrari, cippi e sculture commemorative: all’esperienza della guerra e in particolare, per l’Italia, della Prima Guerra mondiale, si collega una geografia di visibili testimonianze volte a celebrare il sacrificio dei soldati morti in combattimento.
Ma come si arriva a costruire, anche a diversi anni di distanza dagli eventi, i monumenti “ai caduti”? Quali sono le loro implicazioni sociali e politiche? Che cosa contraddistingue l’esperienza bellica e, nello specifico, l’esperienza della morte in guerra? Questi interrogativi, e altri strettamente connessi, hanno mosso una ricerca originale che, rileggendo una grande mole di materiali – diari e memorie di combattenti, testi e documenti presenti negli archivi militari come circolari, relazioni, ordini di servizio –, si propone di rivisitare il senso di comunità che si crea nella vita del fronte e la necessità del culto dei caduti. Un culto pubblico di tipo nuovo che, rielaborando il sacrificio bellico e il suo tragico tessuto di microstorie individuali, si afferma dopo la Grande Guerra come memoria dei compagni morti in trincea, venendo condizionato da esigenze politiche e religiose.
Il volume ripercorre gli itinerari normativi e “pratici” che conducono alla trasfigurazione simbolica della guerra e dei caduti, seguendo i cambiamenti introdotti dalla legislazione ma anche la percezione del senso comune rispetto a questi eventi e la sedimentazione di una memoria collettiva.

Lisa Bregantin svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Studi storici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha conseguito il dottorato di riccerca. Ha pubblicato, oltre ad alcuni articoli, la monografia Caduti nell’oblio. I soldati di Pontelongo scomparsi nella Grande Guerra (Portogruaro 2003) e ha curato il volume Carissima moglie. Lettere dal fronte della Grande Guerra da Ca’ Savio a Caporetto 1916-1917 (Padova 2007).

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