La partita a scacchi con Dio

Per una metafisica dell’opera di Gesualdo Bufalino

presentazione di Ricciarda Ricorda

L’opera di Gesualdo Bufalino si propone come un variegato e meraviglioso universo in cui la forza del mito abbraccia una biografia fatta di guerra, malattia e claustrofilia. Il suo rapporto con Dio e la sua costruzione metafisica stanno alla base di un pensiero complesso in grado di confrontarsi con i maggiori filosofi e scrittori del Novecento, da Heidegger a Proust, da Borges a Rilke e a Pirandello, e di affrontare i temi della morte, del rapporto con la storia, della creazione della scrittura, della rivisitazione del tempo. La rilettura di miti classici come quello di Orfeo ed Euridice, di Edipo o Narciso diviene pretesto per la costruzione di un’intera mitologia privata che vira sui simboli del mare, del mondo e di Dio.
Il pensiero di Bufalino, che aggiunge alla densità dei riferimenti letterari una scrittura armoniosa e ambiziosa, viene in questo saggio sezionato, interpretato e restituito per approfondimenti progressivi, così da proporsi come codice d’accesso per il lettore inesperto ma anche come scandaglio critico che analizzi un autore ancora poco studiato. La sovrapposizione di diversi approcci interpretativi nella lettura dell’opera di Bufalino – dallo psicanalitico al linguistico –, all’ermeneutico al filosofico – è volta a dimostrare la coerenza interna del corpus bufaliniano che mira a proporre un’esperienza esistenziale tra le più stimolanti del secondo Novecento.

Alessandro Cinquegrani collabora con il Dipartimento di Italianistica e Filologia Romanza dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si interessa di letteratura italiana del Novecento con studi su Sciascia, Bufalino e Slataper. Attualmente si occupa della figura e dell’opera di Umberto Saba.

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