Le misure del Regno

Direzione di statistica e municipi nell’Italia liberale

La vicenda della statistica municipale può offrire una chiave di lettura per comprendere la storia dell’amministrazione e dell’economia italiane. Il progetto di gestione razionale dello Stato e della società – di cui la statistica è strumento privilegiato – trova parziale attuazione dopo l’Unità, in particolare nel periodo crispino, che tuttavia coincide con la sconfitta delle istanze riformatrici che lo accompagnavano. Nel passaggio fra Otto e Novecento, alla perdita d’importanza della statistica a livello centrale corrisponde una lenta e progressiva crescita degli uffici municipali. I municipi dimostrano un’eccezionale capacità di coordinamento, dando vita all’Unione dei Comuni italiani e all’Unione statistica delle città italiane. Si sviluppano competenze scientifiche e amministrative che confluiranno, successivamente, nelle nuove amministrazioni tecniche, fra cui spicca l’Istat.

Giovanni Favero (1969), dopo la laurea a Venezia e il dottorato a Perugia, ha collaborato con l’École de Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. È attualmente ricercatore di Storia economica all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Accanto a numerosi saggi, ha pubblicato per l’Istat Lo statistico e l’industriale: corteggio tra Luigi Bodio e Alessandro Rossi (Roma 1999).

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