Operazioni di rigenerazione

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Se ai modelli economico-sociali di paesi come la Cina, l’India e il Brasile corrispondono “metropoli a sviluppo illimitato”, in Europa, non essendo più applicabili principi di illimitatezza della crescita, delle risorse e del suolo disponibile, è diventato indispensabile confrontarsi con il disegno dello spazio antropizzato, non come territorio da colonizzare, ma come ri-caratterizzazione e ri-funzionalizzazione dell’esistente. Il concetto di sostenibilità si attua nel recupero di quanto può ancora essere utile: la reinvenzione per mezzo del progetto consente di risignificare, di “fecondare e rigenerare ciò che è”. Ne derivano nuove configurazioni del territorio e nuovi edifici restituiti ai cittadini in un processo che rappresenta una palingenesi, un creativo e fecondo atto di risignificazione.
Il volume raccoglie alcune riflessioni sul tema del riuso di manufatti obsoleti e di intere parti di città e di territorio che nel tempo hanno perso la loro funzione originaria: la reintegrazione nel paesaggio antropizzato di vuoti residuali, di scarti accidentali, di aree e di edifici dismessi consente di saggiare le potenzialità di rigenerazione di un luogo, all’interno del quale le tracce del passato testimoniano la stratificazione della presenza umana e nel contempo esprimono un “desiderio di futuro”.

Giorgia De Michiel, architetto e dottore di ricerca in Composizione architettonica, dal 2003 è collaboratrice alla didattica nei Laboratori e nei Workshop di progettazione architettonica presso l’Università Iuav di Venezia. Ha partecipato alle ricerche “La reintegrazione urbana di manufatti e paesaggi obsoleti. Qualità e appropriatezza dell’abitare contemporaneo”, “Tecniche di progettazione degli insediamenti residenziali”, “Requisiti di qualità nella costruzione dell’ambiente e degli edifici. Ricerca interdisciplinare per un manuale dei procedimenti d’elaborazione e valutazione dell’architettura di qualità”. Nel 2010, nell’ambito del Festival dell’Architettura, ha curato la mostra “Hans Scharoun. Volkshaus, Stadtlandschaft, Philharmonie”. Parte degli esiti della sua tesi di dottorato sono stati esposti nella mostra “Tecniche di analisi e composizione” a Venezia, Milano, Gorizia, Bari, Amburgo. Ha pubblicato Tecniche di analisi e di composizione (Il Poligrafo, Padova 2011), Urban Acupuncture (in Esercizi di post-produzione, a cura di S. Marini, Aracne, Roma 2013), Hans Scharoun. Volkshaus, Stadtlandschaft, Philharmonie (in Community/Architecture, a cura di E. Prandi e L. Amistadi, Festival Architettura Edizioni, Parma 2010), Spazialità interna nelle case minime di Adolf Loos (in La casa. Forme e ragioni dell’abitare, a cura di L. Semerani, Skira, Milano 2008).

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