Materiali autarchici

Conservare l’innovazione

Le sanzioni imposte dalla Società delle Nazioni all’Italia fascista in seguito all’invasione dell’Etiopia (1935-1936) coincidono con l’ultimo atto del progressivo irrigidimento delle politiche autarchiche promosse dal regime a partire dal 1926. Se l’obbligo di acquisto dei soli prodotti nazionali da parte delle amministrazioni pubbliche e il successivo innalzamento dei già onerosi dazi doganali avrebbero generato, tra gli altri, gravi problemi di approvvigionamento del ferro per armature nel campo delle costruzioni, queste politiche avrebbero dato avvio anche a una stagione di innovazione e sperimentazione
di nuovi prodotti derivati da materie prime presenti sul territorio. Partendo da uno sguardo attento al contesto dello sviluppo del sistema industriale italiano, il volume presenta uno studio sistematico delle caratteristiche fisiche, costruttive e degenerative dei “materiali autarchici” evidenziando aspetti centrali connessi alla conservazione del patrimonio del XX secolo.

 

Sara Di Resta è ricercatore senior in Restauro Architettonico all’Università Iuav di Venezia. Dottore di ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici, è autrice di volumi e saggi dedicati alla conservazione del patrimonio del XX secolo e al progetto contemporaneo per il costruito, tra i quali la monografia Le «forme» della conservazione. Intenzioni e prassi dell’architettura contemporanea per il restauro (Gangemi, 2016). Docente della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio Iuav, è Medaglia d’oro al Premio Internazionale Domus Restauro e Conservazione 2016. Nel 2017 consegue l’Abilitazione Scientifica Nazionale per il ruolo di professore Associato. È attualmente membro dei Consigli direttivi di SIRA Società Italiana per il Restauro dell’Architettura e di DOCOMOMO Italia.
 
Giulia Favaretto è docente a contratto e assegnista di ricerca in Restauro Architettonico all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Dottore di ricerca in Architettura, è autrice di articoli e saggi sulla conservazione del patrimonio del XX secolo e sul rapporto tra modernità e restauro. Parallelamente a questi ambiti di indagine, il suo percorso di ricerca approfondisce i temi legati alla relazione fra il miglioramento del comportamento energetico e la tutela del patrimonio costruito. Relatore in convegni nazionali e internazionali, svolge attività didattica anche presso l’Università di Parma. È membro di SIRA, AISU, CICOP Italia e DOCOMOMO Italia.
 
Marco Pretelli è professore ordinario di Restauro Architettonico all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Dottore di ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici, è stato architetto direttore presso varie Soprintendenze, dirigendo i cantieri di restauro delle Prigioni Nuove e di San Geremia a Venezia: eccezionali occasioni di impegno tecnico-professionale, ma soprattutto di ricerca. Membro del Collegio dei docenti del Dottorato in Architettura, Università di Bologna. Ha svolto studi sulla storia della disciplina del restauro; sull’attività normativa, nella sua evoluzione storica; su tematiche di carattere più propriamente operativo, con riferimento alla gestione del bene culturale; sulle problematiche connesse all’inserimento impiantistico. Ultimo settore di ricerca, la microclimatica nell’architettura storica.

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