Cartesio e il destino della metafisica

La svolta epocale rappresentata dalla filosofia cartesiana diventa, in questo libro, motivo di riflessione sul destino di quella filosofia e, naturalmente, della metafisica, a cui essa appartiene. All’origine della modernità, il cogito cartesiano imprime alla storia del pensiero un mutamento decisivo che porta in primo piano la soggettività.
Cartesio e la sua metafisica del soggetto sono qui indagati da prospettive diverse che mettono in luce il carattere poliedrico di questa filosofia: vengono così interrogati i complessi rapporti che legano Cartesio alla tradizione metafisica, da un lato, e alla scienza moderna, dall’altro; ma sono messi a fuoco anche alcuni aspetti problematici interni alla sua stessa filosofia: che ne è del rapporto tra il cogito e il metodo? È forse questo il vero dualismo di tutto il pensiero cartesiano, prima ancora di quello tra res cogitans e res extensa?
L’autentica svolta di pensiero inaugurata dalla filosofia cartesiana appare, come i contributi qui raccolti mettono in luce, dal “confronto” con altre grandi figure della modernità: Pascal, Leibniz, Kant, Hegel per arrivare a Simone Weil.

Ferdinando Luigi Marcolungo (Verona, 1949) è professore ordinario di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Verona. Tra le linee della sua ricerca va ricordato anzitutto l’interesse per il problema della conoscenza, con i volumi su Giuseppe Zamboni (Scienza e filosofia in G. Zamboni, Padova, Antenore, 1975; l’edizione e la cura del Dizionario filosofico, Milano, Vita e Pensiero, 1978, 1986), oltre che dei primi due tomi del Corso di gnoseologia pura elementare (Milano IPL, 1990); a questo si accompagna l’interesse per la ripresa della metafisica, sia sul versante storico, con il volume Wolff e il possibile (Padova, Antenore, 1982) e altri saggi su Leibniz e Kant, sia sul versante del dibattito contemporaneo, con i volumi Cristianesimo e metafisica classica (Rimini, Maggioli, 1981), Etica e metafisica in Emmanuel Lévinas (Milano, IPL, 1995) e la cura del saggio Provocazioni del pensiero postmoderno (Torino, Rosenberg, 2000).

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