Una logica per la psicologia

Dilthey e la sua scuola

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Nel corso dell’Ottocento, l’introduzione di metodi psicometrici, simulazioni artificiali e comparazioni sperimentali ha contribuito alla separazione della psicologia scientifica da quella di ispirazione filosofica. La prima ha definitivamente assunto come proprio oggetto tutto ciò che risulta misurabile nell’ambito della nostra vita psichica, mentre la seconda si è orientata verso fenomeni “metafisici”, non quantificabili, come l’intenzionalità, le preferenze di valore, la coscienza dell’identità personale. Non sono tuttavia mancate teorie che hanno indotto a ridiscutere profondamente l’avvenuta separazione tra le due prospettive: è il caso della psicologia analitica e descrittiva di Wilhelm Dilthey, la cui tesi – la coscienza realistica della “connessione strutturale psichica” nell’esperire vivente e nell’agire – viene esposta e indagata da una molteplicità di punti di vista, evidenziandone le notevoli potenzialità teoriche rispetto alla ricerca psicologica e filosofica corrente.

Mario G. Lombardo è professore di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Verona. Ha pubblicato studi che vertono sulla storia della metafisica di indirizzo trascendentale (La regola del giudizio. La deduzione trascendentale nella dialettica e nell’etica di Fr. Schleiermacher, Milano 1990; La forma che dà l’essere alle cose. Esiti di ragione e bene trascendentale in Sudres, Leihuiz e Kant, Milano 1995), saggi di ermeneutica applicata (La perfezione della mente. Etica ed autoreferenza dei processi interpretativi, Fasano 1990) e sull’intersezione fra ermeneutica e psicologia, tra i quali Il principio di combinazione nella psicologia di Schleiermacher (in Natura umana e individualità psichica, Milano 2004).

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