Pellestrina

Il litorale di Pellestrina è la zona costiera più meridionale che delimita la laguna di Venezia dal mare, un lembo di terra dalle origini antiche e denso di storia che ha attirato l’attenzione di molti studiosi per le sue singolarità. Pellestrina conserva ancora oggi, pure e incontaminate, alcune peculiarità della vita anfibia veneziana, rurale e marina, che sono proseguite anche nel corso del Novecento, tutelando la cultura dell’isola e l’originale inclinazione di comunità sospesa tra le acque del mare e della laguna che riesce a farsi valere in una lunga e sottile striscia di terra.
In queste pagine ne viene ripercorsa la storia novecentesca, richiamando alla memoria le vicende millenarie della comunità che vi ha sempre vissuto in una dimensione atemporale, solo in alcuni momenti scossa da avvenimenti drammatici, come le bombe della Seconda Guerra mondiale o la tragica alluvione del 1966 che spezza e travolge gli storici murazzi della Serenissima. Attraverso le testimonianze d’archivio e il continuo relazionarsi con chi vive e opera sull’isola, emerge il ritratto di un luogo fatto di sopravvivenze: di clan famigliari, di nomi che si tramandano di padre in figlio, di antichi mestieri, di tradizioni, di memorie che ogni nuova generazione ha avuto il compito e il merito di preservare, riproponendo anche nella modernità i valori di donne e uomini consapevoli del proprio orgoglio e della propria particolare natura ambientale.

 

Giorgio Crovato, laureato in Storia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha rivolto parte dei suoi interessi di ricerca all’ambiente e alla società lagunare, in collaborazione con il fratello gemello Maurizio, a partire dal volume Isole abbandonate della laguna. Com’erano e come sono (1978) e da altre numerose pubblicazioni, come ad esempio I casoni veneti. Un segno millenario di civiltà da recuperare (1981); Barche della laguna veneta (1980); Regate e regatanti. Storia e storie della voga a Venezia (2004); Sant’Erasmo (2009). Per il Laboratoire Italien dell’École Normale Supérieure di Lione ha scritto il saggio Le trasformazioni novecentesche dell’uso delle acque lagunari, in Venezia nel XX secolo (2014). Recentemente ha pubblicato, assieme allo storico Alessandro Rizzardini, Costantino Reyer e Pietro Gallo. Le origini degli sport moderni a Venezia (2016). È socio dell’Ateneo Veneto, dove ha ricoperto le cariche di consigliere e di segretario accademico.

Mariavittoria Tagliapietra, laureata in Storia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha collaborato alla stesura di questo libro per raccontare e dar voce a cultura, storie, tradizioni, usanze di Pellestrina, isola dove vive e lavora.

Rita Vianello, dottore di ricerca in Etnologia e in Storia sociale, possiede una formazione internazionale e interdisciplinare. I suoi ambiti di ricerca si focalizzano sulle questioni ambientali, le sfide della sostenibilità, le conoscenze locali e il patrimonio culturale materiale e immateriale inerente la cultura marittima, soprattutto nell’area veneziana. Suoi articoli sono pubblicati su riviste accademiche in Italia e all’estero. Nel 2018 ha pubblicato L’oro nero della laguna di Venezia. La mitilicoltura tra eredità culturali e nuove tradizioni. Attualmente è docente di Antropologia ed è stata ricercatrice presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia nell’ambito del progetto Interreg Arca Adriatica sulla valorizzazione del patrimonio marittimo del mare Adriatico. Collabora inoltre, in qualità di antropologa culturale, con il CNR-Ismar di Venezia al progetto Interreg Tretamara sullo studio degli ambienti marini-litorali dell’Alto Adriatico.

 

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