Paradosso. Rivista di filosofia, 2012/1

L’affettività del pensiero

La storia della filosofia sembra dimostrare come la sfera del pensiero razionale sia legata profondamente alla sfera dell’affettività, termini ugualmente implicati nella definizione dello statuto del filosofare. In queste pagine, l’opposizione tra “mito” e “ragione” svela la sua complessa genealogia, risalendo alle origini della tradizione occidentale. Nell’età classica, il ruolo dell’affettività nel pensiero sarà esemplificato dalle celebri metafore che, nei Dialoghi platonici, descrivono Socrate come “tafàno”, “levatrice”, “torpedine”: immagini emblematiche di un pensiero critico, di una interrogazione radicale, che sorgono da uno stato di radicale spaesamento/disorientamento dell’individuo.
In questo scenario, forse per la prima volta, emerge con chiarezza il carattere di quel trauma, di quello “choc” che il nostro pensiero patisce cogliendo un senso prima ignoto e che scandirà la riflessione successiva. I saggi qui raccolti rivelano la natura intimamente pratica della filosofia, in un confronto serrato con i massimi pensatori, che costituiscono altrettanti snodi fondamentali sullo sfondo della relazione tra mythos e logos: da Platone a Kant, da Heidegger a Hannah Arendt.

Umberto Curi è docente di Storia della Filosofia presso l’Università di Padova, Visiting Professor presso le Università di Los Angeles e di Boston, ha tenuto lezioni e conferenze presso università europee e americane. Fra le sue numerose pubblicazioni: Endiadi. Figure della duplicità e La cognizione dell’amore. Eros e filosofia (entrambi presso Feltrinelli, Milano 1995 e 1997); Pensare la guerra. L’Europa e il destino della politica (Dedalo, Bari 1999); Polemos. Filosofia come guerra e La forza dello sguardo (Bollati Boringhieri, Torino 2000 e 2004); Filosofia del Don Giovanni (Bruno Mondadori, Milano 2002); Variazioni sul mito: Don Giovanni (Marsilio, Venezia 2005); Meglio non essere nati. La condizione umana tra Eschilo e Nietzsche (Bollati Boringhieri, Torino 2008); Miti d’amore. Filosofia dell’eros (Bompiani, Milano 2009). Con il volume Straniero (Raffaello Cortina, Milano 2010) ha vinto il Premio nazionale Frascati di filosofia nel 2011. La sua opera più recente è Via di qua. Imparare a morire (Bollati Boringhieri, Torino 2011).

Bruna Giacomini è professore associato di Storia della filosofia presso l’Università di Padova. Tra i suoi scritti più recenti per Il Poligrafo ricordiamo: Xenos. Filosofia dello straniero, in collaborazione con Umberto Curi (2002); Il problema responsabilità (2004); In cambio di nulla. Figure del dono (2006). Per la collana “Soggetti ritrovati. Ritratti, storie, scritture di donne” ha contribuito ai volumi: Corpi di identità. Codici e immagini del corpo femminile nella cultura e nella società (2005), Donne mitiche. Mitiche donne (2007), Madre de-genere (2009).

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